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Felicità è il titolo dell’ultima lettura che devo a Monica.
Cos’è per te la felicità?
La risposta a questa domanda è sempre molto soggettiva.
E se la felicità fosse uno stato d’animo diffuso e coinvolgesse tutti?
L’autore del libro: Will Ferguson delinea la sua ipotesi su cosa accadrebbe se in breve tempo tutti fossero felici.
Come? Attraverso un manuale: il manuale della felicità.
Pensi che ne avremmo bisogno?
Il protagonista del libro: un editor che ricevere il manoscritto di questo manuale lo cestina immediatamente, ma poi …
Tutto è raccontato con una ironia che ha distinto questa lettura divertente pur mantenendo una importante riflessione di fondo.
Tengo particolarmente a segnalarti la casa editrice: Accènto.
Fondata da Alessandro Cattelan, questa casa editrice indipendente ha tra i propri progetti, l’obiettivo di tradurre libri che mancano sul mercato italiano, come in questo caso.
Oltre all’umorismo, questo libro mi ha regalato una piccola scoperta, che con il mio amore per le parole, e per le parole in lingue differenti, ho davvero apprezzato:
Recentemente May aveva curato per la Panderic la pubblicazione di un bizzarro dizionario di termini oscuri. Il titolo era Gli intraducibili, e si trattava di una scherzosa rassegna di alcuni termini assenti dalla lingua inglese. Interi sentimenti, interi concetti che restavano inespressi per il semplice motivo che non era mai stata coniata una parola capace di definirli. Parole come “mono-no-awarè,” “la tristezza delle cose,” un termine giapponese che definiva l’eterno pathos che fa capolino appena sotto la superficie della vita. Parole come “mokita,” che in lingua kiriwina della Nuova Guinea indica “la verità di cui nessuno parla.” Si riferisce al tacito accordo, tra due o più persone, di evitare riferimenti espliciti a un segreto ben noto…
Conosci anche tu qualche intraducibile?
Buongiorno mia cara Claudia,
al momento la parola intraducibile non mi sovviene. Però ho pensato a questa frase che mi venne in mente tantissimo tempo fa: “Vorrei che tutti i bambini sorridessero.” E ho pensato spesso a quanta energia si sprigionerebbe nell’universo se fossimo tutti felici. Di sicuro, sarebbe bellissimo. È un libro 📖 molto interessante, di cui prendere nota. Buona giornata, ti regalo una tazza di felicità, ma solo per cominciare… ☕️
😀❤️
Carissima Valeria <3 “tazza di felicità” è un’idea semplicemente fantastica e mi tengo caro il tuo augurio del quale sicuramente mi ricorderò!
GRAZIE davvero di cuore.
Se tutti i bambini sorridessero, quello sarebbe un mondo giusto perché ogni bambino ha il diritto di essere felice.
“Il sorriso che trema sulle labbra di un bambino quando dorme sa qualcuno dov’ è nato? Sì, si dice che un giovane pallido raggio di luna crescente abbia sfiorato il contorno di una nuvola autunnale in dissolvenza e là sia nato il sorriso nel sogno di un mattino lavato dalla rugiada.”
Rabindranath Tagore
Carissima Claudia ❤️ “tazza di felicità” mi è venuto in mente spontaneamente. A me piace vedere che le persone stanno bene e se so che qualcuno sta male, ci sto male, anche se non lo conosco.
Ogni bambino ha il diritto di essere felice, hai ragione.
È meraviglioso quanto hai riportato di Tagore. Davvero molto saggio. Grazie di cuore a te.
“La capacità di immedesimarsi nella sofferenza altrui si chiama empatia. Le persone empatiche sono in grado di comprendere le emozioni degli altri e di aiutarli.”
E tu sei veramente così Valeria <3
Ti ringrazio molto Claudia ❤️
Se conosco una parola intraducibile? 😄😄😄
Ma il finlandese è tutto intraducibile, cara Claudia!
Scherzo…è solo una lingua difficile.
Ti propongo comunque “SISU”, che indica quella forza d’animo, quella resilienza, quel trovare dentro sé l’energia per andare avanti, che fa dei finlandesi un popolo felice nonostante le avversità.
Buon weekend e grazie per il consiglio di lettura. 👋😊
QUANTO ancora ho da imparare sulla Finlandia cara Luisella!
SISU! Una parola corta e così efficace, oltre che onomatopeica.
GRAZIE di cuore per questo contributo speciale che accolgo come un regalo.
Buon weekend anche a te!
Grazie. ☀️
Buona giornata in tutte le lingue del mondo
Grazie
Thank you
Danke
Obrigada
fMerci
Gracias
谢谢你 xiè xie nǐ
Спасибо
ありがとう
Forse ho un commento in spam…
Ho cercato in generale e con ricerca mirata di tutte le tue tre versioni: Vcomevintage, Nonsolocinema e Solorecensioni ma non risulta nulla in spam.
Mi dispiace se hai avuto problemi Raffa, non saprei dirti il motivo però, scusami.
Grazie per aver condiviso questa interessante recensione e quel breve estratto.
Ho preso nota.
Un abbraccio
GRAZIE a te cara Luisa!
Spero che la settimana sia iniziata bene.
Contraccambio l’abbraccio.
༼ つ ◕_◕ ༽つ
Termini intraducibili ora non ne ricordo, per quanto riguarda la felicità non penso sia utile un manuale, vorrebbe dire che è uguale per tutti e non penso sia così. Buon fine settimana Claudia 😊
E io sono d’accordo con te cara Silvia: per fortuna ognuno di noi ha reazioni ed emozioni personali. Allo stesso modo, non ci possono essere regole fisse da elencare in un manuale.
GRAZIE e buon fine settimana anche a te!
Sì
La mia persona
Giusto Antonio: tu sei unico e inimitabile.
✨✨✨
Buongiorno Claudia. Libro molto interessante, esistono tante parole intraducibili anche nei dialetti. 🙂
VERO! Grazie Nadia per aver citato i dialetti!
Tengo sempre tanto anche al nostro dialetto perché è come la rappresentazione delle radici.
In effetti diventa comico italianizzare le parole intraducibili 🙂
come parola intraducibile… mi viene in mente… “Petrichor” (inglese)… significa… l’odore della terra inaridita quando piove… ed è anche il titolo di uno degli album di Mr. Rain…
riguardo alla domanda… “Cos’è per te la felicità?” potrebbe essere uno scrigno dove riponiamo tutte le piccole cose che ci regalano belle emozioni… e le tiriamo fuori quando ne abbiamo bisogno…
oppure… la poesia di Trilussa che mi piace tanto…
“C’è un’ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.”
buona notte Claudia… 🌛😃
Cinzia ti ringrazio ancora una volta per i tuoi contributi!
Mea culpa: non conosco granché di Mr. Rain ma a quanto pare è tempo che io recuperi.
Sono andata a cercare l’album e mi ha colpito immediatamente una canzone, aggiungo il video.
La tua metafora sulla felicità come scrigno è meravigliosa e vorrei cogliere lo spunto per augurare a tutti di riempire tutto lo spazio disponibile in questo scrigno.
Trilussa è sempre diretto nella sua apparente semplicità e tutto sommato anche il tuo commento non è piccola cosa, è felicità.
Grazie e buona notte!
Fiori di Chernobyl
l’ho condivisa ieri sera… dopo che ho commentato sul tuo post…
è tra le mie sue preferite… insieme a “A forma di origami.” (dedicata a suo papà) e… “Figli della notte.”
WOW!! Davvero?!
Abbiamo avuto lo stesso pensiero 🙂
Vado a leggere, perdonami se spesso mi perdo pezzi e arranco nella lettura.
Ecco il link con il testo della canzone!
grazie di Cuore per averlo ri-condiviso! 🤗💓
Ciao Claudia, così su due piedi, di intraducibili, mi vengono in mente solo parole in dialetto genovese … valgono lo stesso? Forse ci sono in tutti i dialetti? A Genova diciamo molto “maniman” che vuol dire “stai attento che se, per caso, dovesse succedere qualcosa di difficile o pericoloso …”. Sarà la parsimonia ligure che in poche lettere racchiude così tanto? 🙂 Quanto al libro, sono incuriosita
Eccome se valgono!
Anzi, lascia che ti dica GRAZIE INFINITE per questo “maniman” che è una rivelazione assoluta!!
Leggere la corrispettiva traduzione fa nascere quei sorrisi che si ricordano e che ci ricordano che qualche volta sappiamo essere anche geniali.
E se la parsimonia è servita a racchiudere un significato così ampio in una parola che suona quasi come un francesismo, evviva la parsimonia!!
Ancora mille grazie Paola!
Mi vengono in mente parole “gergali” legate ai contesti che frequento (amici, lavoro) dove solo chi è nel giro può capire il significato del termine. Ovviamente si tratta di parole “inventate” o quasi, non certamente di pubblico dominio.
Uh GRAZIE Andrea!
Questo è assolutamente un altro aspetto che adoro: il gergo, o meglio ancora il linguaggio ibrido che connota un determinato ambito di amicizia. FANTASTICO.
Potrebbe essere anche un po’ mokita … 🙂